Ayurveda

AYURVEDA
L’Ayurveda è la medicina tradizionale indiana dalle origini antichissime (conoscenza della sana e lunga vita).
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Craniosacrale

Il trattamento Craniosacrale è una tecnica di lavoro sul corpo caratterizzata da manipolazioni dolci e non invasive che permettono il riequilibrio psico-fisico dell’organismo.
Deriva dall’osteopatia e, in particolare, dalla ricerca del medico osteopata William Sutherland che agli inizi del Novecento scoprì il movimento intrinseco delle ossa del cranio e individuò diversi movimenti ritmici e fluttuazioni del corpo. L’ascolto di questi ritmi (chiamati maree) combinati con leggere manipolazioni permettono il riequilibrio psico-fisico dell’organismo, ritrovando vitalità e rilassamento.
Intervenendo sulle funzionalità dell’intero organismo, il trattamento craniosacrale garantisce benefici a tutti i livelli: da semplice anti-stress è in grado di riequilibrare la postura, i muscoli, l’apparato gastroenterico e di migliorare la respirazione.
E’ indicato per gli adulti in caso di cefalee, emicranie, mal di testa da compressione, dolori cervicali e lombari, sciatalgia, scogliosi, dolori articolari, post-traumatici e cronici, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, stati d’ansia, depressione e attacchi di panico, per stanchezza cronica, esaurimento psico-fisico e insonnia.
E’ anche consigliato per bambini e adolescenti in caso di difficoltà di apprendimento, disturbi del sonno, stanchezza, coordinazione motoria e iperattività. Il massaggio agisce profondamente sul sistema nervoso, influenzando il sistema ormonale e quello immunitario, favorendo l’armonia degli stati psicologici ed emotivi, stimolando uno stato di benessere.
L’estrema delicatezza di questo approccio lo rende adatto a persone di ogni età e condizione fisica ed è un valido aiuto per le madri prima e dopo il parto.
Una sessione di Craniosacrale ha la durata di un’ora, si effettua sul lettino indossando abiti comodi.

Massaggio thailandese

L’ANTICA ARTE DEL TOCCO CHE GUARISCE
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Le origini del massaggio thailandese risalgono a oltre 2500 anni fa, quando veniva praticato esclusivamente dai monaci buddisti come espressione della “gentilezza amorevole” ed era chiamato nuad phaen borarn che, nella lingua thai, significava l’arte di “toccare per guarire”.
Ai monaci veniva consentito di praticare il massaggio solo dopo molti anni di studio e meditazione, in quanto i loro gesti dovevano essere ispirati da una profonda conoscenza dell’essere umano visto come entità unica. La tecnica del massaggio era infatti trasmessa come parte integrante dell’insegnamento religioso e era eseguita esclusivamente negli ambiti sacri dei templi buddisti.
La globalizzazione ha aperto la strada alla diffusione del massaggio thailandese nel mondo. Questo ha portato, in molti casi, all’ impoverimento del senso più vero e profondo riducendo l’antica arte di “curare” l’uomo a una semplice forma di relax.
Esistono, però, ancora grandi maestri che continuano a tramandare i dettami dell’insegnamento tradizionale, l’unico capace di apportare i profondi benefici psicofisici di cui era originariamente fonte.

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DONARE BENESSERE
I continui compromessi tra essere e apparire, tra ciò che realmente siamo e l’esteriorità imposta dalle consuetudini sociali, si riflettono sul corpo, che vive costantemente contratto. Ogni deviazione dalla nostra natura si manifesta in qualche parte del corpo sotto forma di malessere fisico.
Il massaggio thailandese, come la musica, va oltre le semplici sensazioni del corpo, per entrare in contatto con la nostra componente psichica più vera e profonda, aiutandoci a risolvere i problemi di ordine fisico.
Il massaggio thailandese è un piacere esteriore e interiore, leggero e profondo che ci aiuta a ritrovare la nostra unità.



IL MASSAGGIO THAI
Aiuta a contrastare: cellulite, dolori muscolari e reumatici, eccesso di peso, emicrania, insonnia, malumore, stanchezza.
Combatte problemi legati a: apparato scheletrico, articolazioni, circolazione, digestione, pelle, sistema immunitario.

Arteterapia clinica

Attraverso l’uso di materiali e tecniche artistiche, stimola il potenziale autorigenerativo in ogni individuo

Idrocolonterapia

IDROCOLONTERAPIA: UN METODO NATURALE PER RIPRISTINARE IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’INTESTINO

L’idrocolonterpia è indicata per disturbi della pelle, disturbi dell’apparato digerente, malattie dell’apparato urogenitale, problemi alle alte e basse vie urinarie

Stitichezza, gonfiori addominali, digestione lenta, sono condizioni comuni, che limitano il benessere generale e influiscono profondamente sulla salute. Infatti il cattivo funzionamento dell’intestino dovuto alla vita sedentaria, allo stress o ad alimentazione disordinata, causano una alterata digestione con ristagno di residui nel tubo digerente che porta alla loro degradazione e conseguente intossicazione dell’organismo. Alcuni anni fa, alla Royal Society of Medicine di Londra, si tenne un convegno le cui conclusioni furono che l’autointossicazione originata dall’intestino è la maggiore responsabile di numerose malattie, specie quelle di tipo cronico-degenerativo.
Nel colon non in equilibrio, la mucosa è irritata ed alterata e si producono circa venticinque sostanze tossiche che riescono a passare la barriera intestinale e ad entrare nel sangue aumentando lo stato tossico generale. E’ quasi inverosimile, ma il maggior inquinamento non viene dall’aria, o dall’acqua contaminati, ma dall’interno della nostra pancia alterata da alimentazione incongrua e da ritmi di vita non naturali. Le sostanze tossiche che si producono nel nostro intestino vanno a diretto contatto con i nostri organi e col tempo causano il loro logoramento.
Ecco allora quei disturbi vaghi e poco valutati dai pazienti stessi acquisiscono importanza. Quei disagi che vanno e vengono, a cui ci si fa l’abitudine, come ad esempio: il naso tappato, la goccia che cade dal naso sia con la brutta che la buona stagione. Così pure quelle strane allergie a mille sostanze e poi alle analisi non si trova niente; quegli stati di ansia, aggressività, irrequietezza senza una causa evidente che restano anche dopo periodi di ferie ed in situazioni tranquille; così dolori alle articolazioni ed ai muscoli che si spostano da una parte all’altra, o quel cerchio alla testa così fastidioso, o la pelle con macchie, eruzioni, croste che non vanno via con tutte le creme del mondo. Sono tutte situazioni che spesso appaiono insignificanti, ma alla lunga limitano il funzionamento di organi come il fegato, i reni e le ghiandole ormonali.

Cosa si può fare allora? Cominciamo dalla pulizia dell’ambiente interno all’organismo, cominciamo dall’intestino. Lo sapevano già gli antichi Egizi, gli Ayurvedici dell’India ed i Cinesi già quattromila anni fa. La pulizia dell’intestino coinvolge il corpo intero ed induce l’organismo a rigenerarsi ed innescare il meccanismo di autoguarigione. Una volta si praticavano i clisteri ora esiste l’idrocolonterapia che si fa con apparecchiature usate con molto successo in Germania e Stati Uniti. Da qualche anno è stato introdotto in Italia ed ora anche in ARTEMEDICA.
E’ un metodo non traumatico, assolutamente indolore. L’esecuzione dura dai 30 ai 45 minuti ed è continuamente monitorata da un’Infermiera.
Se viene fatta a scopo salutistico è sufficiente un lavaggio isolato da ripetersi due volte l’anno o ai cambi di stagione. Se invece si fa scopo curativo le sedute dovrebbero ripetersi dalle 4 alle 10 volte con intervalli variabili da una settimana ad un mese.
Dopo il trattamento si può vedere che la pelle diventa subito più fresca e luminosa, migliorano gli inestetismi della cellulite, si attenuano i gonfiori intestinali. Trovano nuova energia le funzioni del fegato e dei reni, scompare il meteorismo, l’alito cattivo e la sonnolenza dopo pranzo. Analogamente altri disturbi cronici più importanti quali artropatie, asma ed allergia si attenuano molto.
L’idrocolonterapia produce anche un miglioramento delle difese immunitarie, in quanto l’intestino è parte fondamentale di questo sistema. Il ristagno di sostanze nel tubo digerente crea uno stato di irritazione della mucosa e delle numerose cellule immunitarie che vi sono presenti con sviluppo di fenomeni di infiammazione subcronica locale e produzione delle molecole con capacità immunitarie chiamate immunoglobuline che attivano reazioni a distanza in tutto il corpo, contribuendo al senso di malessere generale.
Bisogna considerare poi l’importanza della flora intestinale alterata come fattore di mantenimento del ristagno e dello squilibrio intestinale. Per le cause già citate prima, si produce un’eccedenza di batteri nocivi che invece di aiutare la digestione favoriscono la degradazione dei cibi con produzione di sostanze nocive. Questa situazione chiamata “disbiosi intestinale” può produrre la proliferazione di parassiti molto dannosi e l’accumulo di miceti o muffe che trovano il loro ambiente naturale nelle scorie stagnanti nell’intestino. Queste sono tali che la normale evacuazione non riesce a smaltirle. La liberazione dell’intestino è uno dei normali appuntamenti quotidiani e se non viene rispettato, il nostro organismo soffre e manifesta grande disagio. Perciò il ricorso all’idrocolonterapia si rivela utile per rimuovere tutte scorie ed i risultati in benessere sono superiori ad ogni previsione.

Linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è un efficace trattamento estetico contro la cellulite, la ritenzione idrica e l’accumulo di liquidi nei tessuti.
Questo disturbo di origine vascolare è sempre più diffuso e spesso esasperato da abitudini e condizioni di vita poco salutari, come sedentarietà, cattiva alimentazione, stress psico-fisico. È un problema che affligge tante donne e può manifestarsi in diverse fasce di età, anche in quelle giovanili. La sua forma più manifesta è di carattere estetico, la cosiddetta pelle a buccia d’arancia, diffusa o localizzata.
Nel corso delle sedute il trattamento può essere integrato con delle fasciature che esercitano una pressione sulla circolazione linfatica. Si possono anche adoperare dei macchinari dotati di elettrostimolatori, ma in generale il massaggio manuale resta la tecnica preferita, perché il contatto fisico e il calore delle mani esperte producono sensazioni benefiche immediate che pervadono mente e corpo, donando sensazioni di piacere e di totale relax.
È un massaggio dolce e rilassante, che produce una sensazione di benessere generale.
Già al termine della prima seduta, il senso di gonfiore e di pesantezza avvertito agli arti e alle estremità diminuisce notevolmente. L’organismo viene sollecitato a liberarsi delle tossine attraverso la diuresi e la sudorazione, mentre i tessuti riacquistano tonicità e un aspetto più sano, grazie all’ossigenazione cellulare. I muscoli risultano sciolti e liberi dall’irrigidimento e dalla contrazione; l’epidermide assume un colorito più uniforme e un aspetto più sano.
La sensazione di benessere permane a lungo, con effetti positivi anche sull’umore e sullo stato d’animo. La stanchezza dovuta allo stress e alle insoddisfazioni accumulate nel corso della giornata si dilegua e si percepisce una rinnovata carica energica e tanta vitalità. Si affrontano meglio gli impegni lavorativi e di notte si dorme meglio. Il vedersi rifiorire fisicamente, giorno dopo giorno, migliora il rapporto con se stesse e con gli altri.
Ci si sente più belle e più sane e con questo potente incentivo si possono affrontare anche le diete più drastiche per ottenere risultati migliori.
La prima seduta di solito è costituita da una fase preliminare di body check, per stabilire l’entità del problema e le soluzioni possibili. Le tecniche di massaggio vengono effettuate con tre generi di movimenti: circolari, a pompaggio e rotatori. Lo scopo principale dei movimenti manipolatori è quello di liberare i linfonodi presenti in varie parti del corpo, partendo dal collo, per poi passare alle ascelle, all’inguine e agli arti inferiori.
Praticando leggere spinte e pressioni sui punti cruciali dove si accumula il ristagno dei liquidi, questi vengono fatti scorrere attraverso i condotti linfatici e poi verso i linfonodi, in modo da poter essere espulsi facilmente. L’organismo, alleggerito e purificato, è anche più efficiente nelle sue funzioni vitali.
Una seduta di linfodrenaggio dura circa un’ora, perciò il corpo ha tempo sufficiente per reagire positivamente agli stimoli indotti. Il numero delle sedute necessarie per effettuare un ciclo completo varia in base ai bisogni individuali, ma, considerato che i suoi effetti si protraggono anche nei mesi successivi, è bene svolgere un ciclo completo senza interruzioni. È indicata per tutte le donne, ma è sconsigliata nei casi di grave insufficienza renale, di patologie tumorali e cardiovascolari o in presenza di infezioni acute.

Anziani non si nasce, si diventa


invecchiareLongevità: i piccoli segreti per invecchiare bene

Dal 19 al 21 settembre si è tenuta a Venezia la nona edizione della Conferenza Mondiale The Future of Science dedicata a “I Segreti della Longevità”.

Si calcola che gli europei trascorrano fra gli 8 e i 10 anni della propria vita in uno stato di malattia. Questo avviene soprattutto dopo i 65 anni, età da cui aumentano i ricoveri ospedalieri e l’assunzione di farmaci.

Da qui l’impegno da parte della medicina nella ricerca di una longevità sana.

Parola chiave per raggiungere questo obiettivo è la prevenzione. Una prevenzione che deve  iniziare già all’interno dell’utero per consolidarsi durante il periodo scolastico e proseguire durante tutto l’arco della vita.

Perché la longevità non è solo un fattore ereditario, genetico ma anche, e soprattutto, una conquista. Il frutto di un’azione che, se applicata con costanza, consente di vivere più a lungo e più sani.

La ricerca scientifica fa risalire ai processi infiammatori che provocano modificazioni al genoma, causando mutazioni ai geni che lo compongono, la principale causa delle malattie legate alla terza età. Ma i processi infiammatori agiscono in combinazione con gli stili di vita che adottiamo e l’ambiente in cui viviamo.

Non fumare, mangiare poco, ridurre le proteine animali, fare movimento fisico sono quattro buone abitudini semplici da attuare che possono essere intraprese anche in tarda età. Per esempio, è dimostrato che 30 minuti di camminata al giorno a qualunque età aumenta lo spessore dell’ippocampo anteriore.

Se al moto aggiungiamo un’attività intellettuale ricca e curiosa, con un pizzico di meditazione accompagnato dal piacere di stare in compagnia abbiamo gli elementi di una ricetta che, come diceva Rita Levi Montalcini, sarà capace di dare “non solo più anni alla vita, ma più vita agli anni”.

(dicembre 2013)

Melanoma: nuove speranze per i malati


Potrà arrivare fino a 10 anni la sopravvivenza nei pazienti che presentano uno stadio di malattia metastatica.

Il melanoma è tristemente noto per essere il più aggressivo tra i tumori della pelle.

Solo in Italia ogni anno si registrano oltre 6mila nuovi casi e circa un terzo va incontro a diffusione metastatica. Si è abbassata inoltre l’età di insorgenza di questo tipo di malattia.

Fino a pochi anni fa non esisteva una terapia efficace contro il melanoma.

Oggi si apre però una nuova speranza per quanti sono affetti da questo male. Un recente studio ha infatti evidenziato un incremento considerevole della sopravvivenza nei pazienti trattati con l’anticorpo monoclonale ipilimumab.

Il farmaco, consente di tenere il tumore sotto controllo a lungo, stimolando il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule cancerogene. In particolare blocca un antigene (Ctla-4) associato ai linfociti T citotossici.

Secondo Alexander Eggermont, direttore generale dell’Istituto Gustave Roussy di Parigi, specializzato nella cura del melanoma, «lo studio dimostra chiaramente che questo medicinale può portare al controllo sul lungo periodo nei pazienti con melanoma metastatico»

Massofisioterapia

La Massofisioterapia racchiude molteplici discipline tutte orientate verso la terapia/cura del paziente: si va dalla terapia del massaggio alla mobilizzazione articolare passiva/attiva, dalla rieducazione funzionale alla terapia fisica-strumentale, dal linfodrenaggio alle tecniche miotensive. Ciò che è escluso, è tutto ciò che concerne la riabilitazione neurologica, campo questo che evade dal compito del massofisioterapista.
Il lavoro parte necessariamente da un’attenta analisi degli elementi che caratterizzano, nel singolo individuo, gli eventi che hanno portato alla sofferenza e le sue modalità d’espressione sia cliniche, sia cognitive. Si tratta, quindi, di effettuare prima di tutto una valutazione di elementi relativi al disturbo fisico (menomazione), all’effetto di questo sulle attività funzionali (disabilità o deficit), alle conseguenze limitanti nelle attività lavorative, sociali, ecc. (handicap), attribuendo un valore più o meno marcato agli aspetti legati a fattori prettamente corporei, piuttosto che all’atteggiamento psicologico o anche d’informazione scorretta del Paziente relativamente alla propria condizione clinica (fattori bio-psico-sociali).
Di seguito, si prendono in considerazione le sensazioni riferite dal Paziente stesso rispetto a localizzazione, estensione, intensità, qualità dei disturbi, con eventuali verifiche, chiarimenti ed approfondimenti specifici. Già tutti questi elementi iniziali contribuiscono ad orientare la pianificazione della valutazione clinica e del successivo intervento terapeutico del Massofisioterapista. Valutazione clinica che avviene tramite test e prove motorie e funzionali attive e passive altamente specifiche, scelte in base ad una precisa strategia d’indagine che viene via via formandosi ed articolandosi contemporaneamente alla raccolta di informazioni ed in conseguenza di esse.
Grande rilevanza hanno le modalità comunicative, sia come valutazione dell’espressione da parte del Paziente dei propri sintomi e disagi, sia come capacità del Terapista di cogliere la reale valenza degli elementi significativi. Di continuo, il Terapista effettua mentalmente dei confronti fra quanto appare o viene riferito dal Soggetto e le conoscenze medico-sanitarie e scientifiche, in modo da mantenere una spiccata aderenza razionale all’atto sanitario-terapeutico, sempre in considerazione della diagnosi medica. Allo stesso tempo avviene una costante autocritica e ri-valutazione da parte del Terapista rispetto al proprio operato ed alle proprie ipotesi, in modo da adeguare sempre più l’azione al contesto. Alla fine dell’indagine preliminare, dopo aver anche effettuato le necessarie prove (test d’esclusione o di sicurezza) per riconoscere eventuali situazioni di particolare rischio per il Paziente, si procede con il trattamento che è emerso più indicato, ponendo obiettivi altamente specifici ed effettuando continuamente una valutazione / rivalutazione di elementi sia soggettivi (percepiti dal Paziente) sia oggettivi (misurabili dagli operatori) atti a verificare e testimoniare il miglioramento (conferma delle ipotesi funzionali del Terapista) o, in assenza di questo, l’opportunità di rivedere alcuni punti della pianificazione per modificare l’intervento in modo che esso diventi più efficace ed utile.
Il trattamento può avvalersi di ogni tecnica (validata e sperimentata) che si può rendere realmente utile e specificamente adatta alla situazione effettiva ed individuale del paziente. A puro titolo d’esempio, possiamo nominare, tra le tecniche più in uso, la mobilizzazione passiva, dei movimenti articolari fisiologici ed accessori, condotta per precisi ed adeguati gradi di ampiezza—intensità—coinvolgimento delle resistenze meccaniche o del sintomo; l’esercizio attivo analitico (riequilibrio delle funzioni neuro-muscolari) o globale e funzionale; vari tipi di trattamenti dei tessuti molli; mobilizzazione neurale; integrazione e riprogrammazione senso-motoria; stabilizzazione articolare statico-dinamica (Kinetic Control); rieducazione posturale; ecc…
Non per ultimo il principio dell’autotrattamento, volto a mantenere, migliorare o consolidare ed automatizzare progressivamente i benefici ottenuti e le modificazioni positive in atto, tramite esercizi appositamente elaborati, altamente specifici e “personalizzati” e correttamente appresi ed eseguiti.
Allo stesso modo contano i consigli e le indicazioni per un’adeguata (e personalizzata) ergonomia ed auto-gestione quotidiana del problema da parte del Paziente nella sua funzionalità abituale e ripristinata, anche nell’ottica di una reale prevenzione di eventuali recidive o di peggioramenti.

Scopi del trattamento
Riduzione e annullamento del dolore e di altri sintomi e segni di sofferenza: trattamento da effettuarsi già a partire dalle condizioni più acute e severe, in modo da anticipare il più possibile l’azione benefica e di sollievo; allo stesso tempo la precocità dell’intervento terapeutico è di prevenzione rispetto alla rapida strutturazione di compensi statico-dinamici e danni tissutali (contratture, fibrosi, alterazioni del microcircolo locale, alterazione della conduzione nervosa, modificazione della percezione corporea e motoria con tutto ciò che ne può derivare, ecc.).
Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche: con riferimento a limitazioni nella mobilità articolare o nell’equilibrio di forze e tensioni muscolari, coordinazione ed efficacia nell’azione muscolare, recupero di conduttività neurale ed efficacia della circolazione sanguigna e linfatica, distribuzione corretta della mobilità multisegmentaria e ripristino di adeguate e fisiologiche sinergie motorie e funzionali.
Riabilitazione funzionale: i risultati ottenuti vanno integrati nella funzionalità quotidiana, con recupero della più normale vita di relazione e lavorativa. Allo stesso tempo, il problema iniziale va ricondotto alla sua giusta dimensione, nella considerazione del Paziente stesso, ma anche valutato nelle sue più chiare ed ampie caratteristiche da un punto di vista clinico in modo da mantenere, nell’equipe terapeutica, un valido e opportuno orientamento.
Ginnastica medica: in passato chiamata anche ginnastica correttiva, è indirizzata al trattamento dei vizi posturali della colonna vertebrale (es. atteggiamento cifo-lordotico o scoliotico) e di alcuni difetti di natura ortopedica degli arti inferiori (ginocchio varo o valgo, piede piatto o cavo, ecc).
È importante specificare che per tutti i trattamenti terapeutici è obbligatoria  la  prescrizione/diagnosi medica (riabilitazione ortopedica, massoterapia, kinesi, rieducazione posturale, ecc.).
Diverso è per i trattamenti di benessere/riequilibranti non di carattere terapeutico (reflessologia, osteopatia, craniosacrale, stretching decompensato, massaggio).

Naturopatia


La Naturopatia è la sintesi di molteplici metodi naturali volti al mantenimento e alla tutela della salute dell’essere vivente,  posto in diretta relazione alle caratteristiche costituzionali, individuali e alle influenze ambientali.
Per Naturopatia si intende un  insieme di discipline, finalizzate alla conservazione dell’equilibrio energetico della persona.
La Naturopatia pone al centro dell’attenzione tutta la persona, con la sua ricchezza interiore e non si focalizza esclusivamente sul corpo fisico o su una singola parte di esso.
Attraverso la Naturopatia, attingiamo agli impulsi dell’energia vitale, aiutando il corpo a liberarsi dagli umori che lo intossicano e favorendo così l’eliminazione delle cause che hanno provocato lo stato di disordine.

Il Naturopata professionista ripristina e aiuta a mantenere il delicato equilibrio psico-fisico indispensabile affinché l’individuo sia in buona salute: soprattutto l’educazione alla prevenzione è fra gli obiettivi principali.
Queste discipline si riferiscono a metodiche di approccio naturali ed energetiche, codificate nell’ambito di una visione olistica dell’essere umano, nella quale l’uomo viene considerato nel suo insieme.
Applicando le diverse discipline, si favorisce il libero fluire delle correnti energetiche esistenti all’interno di ciascun organismo, in grado di attivare l’energia vitale di ogni singola persona che può stimolare i processi di autoguarigione.
Per il raggiungimento dell’equilibrio energetico, il Naturopata professionista utilizza a discrezione e, in accordo con la persona, estratti erbali (piante),vitamine, minerali (integratori), oligoelementi (minerali in traccia) ed essenze floreali (fiori di Bach, fiori australiani, fiori californiani e altri ancora).
Operando attraverso l’applicazione delle varie discipline naturopatiche,  il Naturopata professionista diviene strumento per la risoluzione dei problemi presenti, agendo soprattutto in prevenzione.